Personalità dell'Alto Adige - Ötzi, Messner, Magnago e co.

Un patriota, un alpinista, un importante uomo politico, la mummia venuta dal ghiacciaio. Tutte personalità che hanno caratterizzato la regione e la sua storia e a cui l'Alto Adige deve molto, perché hanno contribuito a farne quello che è oggi. L'Hotel Tyrol ve li fa conoscere. Ötzi è l'unico che si può "incontrare". Ad Andreas Hofer è stato dedicato un museo, Reinhold Messner vi invita al suo Castel Juval e Silvius Magnago riposa in pace nel Cimitero di Bolzano.

Commerciante di bestiame, capo dei ribelli, eroe. La mostra permanente si accosta con simpatia al popolare eroe tirolese. Illustra come è sorta la rivolta tirolese contro Napoleone nel 1809 e consente di gettare uno sguardo nel pensiero di Hofer, che dopo le sconfitte stava perdendo fiducia in Dio e nell'imperatore. Infine illustra come i posteri abbiano fatto di Hofer un eroe malgrado il suo fallimento. Ma “Eroi & Hofer” va al di là del personaggio Andreas Hofer, per mostrare come nascono gli eroi e a quali scopi ci si possa servire di loro, ma anche sfruttarli.

L'uomo venuto dal ghiaccio. Chi era Ötzi? Il corpo di sesso maschile si è conservato grazie alle particolari condizioni climatiche del ghiacciaio. La datazione al radiocarbonio gli attribuisce un'età di circa 5 mila anni. Questo lo pone nell'Età del Rame, momento di transizione tra il Neolitico e l'Età del Bronzo. Si ipotizza che, al momento della morte, Ötzi avesse 45 anni, fosse alto 1,60 m e pesasse 50 kg. Assieme al corpo furono ritrovati anche resti degli indumenti e oggetti personali di grande interesse archeologico.

Lo scalatore estremo. Reinhold Messner divenne noto in Italia e nel mondo intero come primo uomo che scalò l'Everest senza aiuto dell'ossigeno. E fu anche il primo a scalare tutte le 14 vette a 8000 metri. Attraversò a piedi l'Antartico, la Groenlandia, il Tibet, così come i deserti del Gobi e del Takla Makan. È nato il 17 settembre 1944 a Funes in Alto Adige, in una piccola valle laterale della Valle Isarco, dove imparò fin da piccolo i primi rudimenti della scalata. Oggi Messner può vantare almeno un centinaio di scalate in tutto il mondo che l'hanno visto come pioniere. Grazie a spot pubblicitari e servizi televisi, Messner ha conquistato una grande fascia di pubblico. Dal 1999 al 2004 Messner fece parte del partito dei Verdi al Parlamento Europeo.

Dal 2003 sta realizzando il progetto museale che prende il suo nome "Messner Mountain Museums" (spesso accorciato in MMM). Attualmente esistono già quattro musei in Alto Adige (Firmian, Castel Juval, Ortles e Ripa) ed uno nella provincia di Belluno (Dolomites). L'ultimo dei cinque musei di Messner, il Ripa di Brunico, è stato aperto nel 2011. Il suo nome deriva dalla lingua tibetana ed è composto dalle parole Ri (montagna) e Pa (uomo). Nei Messner Mountain Museum si possono trovare cimeli, oggetti sacri, gioielli artistici e ricordi dei suoi tanti viaggi nel mondo. In estate Messner vive a Castel Juval in Val Venosta. Nella vicina Solda ha avviato anche un allevamento di Yaks. Famoso anche come scrittore, nei suoi libri Messner narra dei suoi viaggi, delle difficoltà provate, delle esperienze positive e negative.

Nato a Merano (Bolzano) il 5 febbraio 1914, deceduto a Bolzano il 25 maggio 2010, laureato in Giurisprudenza, tra i padri dell’Autonomia altoatesina, presidente onorario della SVP. Nato da un magistrato trentino che portava il suo stesso nome, Silvius Magnago aveva studiato Legge a Bologna, dove si era laureato nel 1940. Per protesta contro la politica del fascismo in Alto Adige, optò per la nazionalità germanica e nel gennaio 1943, dopo essere stato arruolato nell’Esercito italiano, entrò nella Wehrmacht. Nel dicembre dello stesso anno perse una gamba combattendo con i tedeschi sul fronte russo e quando, dopo la Liberazione, nacque la SVP, entrò a farvi parte. Nel 1957, dieci anni dopo, Magnago era segretario del partito di raccolta dei sudtirolesi, e nel novembre dello stesso anno, dinanzi a 35 mila altoatesini convenuti a Castel Firmiano/Sigmundskron (BZ), aveva chiesto che l’applicazione dell’autonomia avvenisse a livello provinciale e non regionale. Eletto nel 1960 presidente della Giunta provinciale di Bolzano, guidò da quel momento la Provincia e il partito nelle fasi delle trattative per lo Statuto dell’autonomia. Sino al 1989 Magnago ha retto la Provincia di Bolzano e sino al 1992 la SVP. Dopo la morte della moglie, Magnago ha vissuto i suoi ultimi anni, isolato, nella sua casa nel centro storico di Bolzano. Lionello Bertoldi, gia senatore nella X Legislatura del gruppo comunisti-PDS e attuale presidente dell’ANPI di Bolzano, ha così commentato la scomparsa del leader storico della Suedtiroler Volkspartei:

 “Accompagniamo con rimpianto e riconoscenza la fine di un grande uomo politico della nostra terra,  Silvius Magnago. Forse ne  è stato il più grande,  per il fecondo risultato che ha saputo costruire  per la sua gente ed anche per il nostro Paese.

“Dopo la Liberazione, la Resistenza sudtirolese , cacciati i nazisti, vedeva possibile un riunificante ritorno alla madrepatria Austria. La Resistenza  italiana, il cui obiettivo era stato la liberazione del nostro Paese sino alle Alpi , aveva portato i suoi valori nella Costituzione,  anche con l'art. 6 "La Repubblica tutela le minoranze linguistiche". Ma niente era scontato. Sarebbe stato necessario un lungo e sofferto cammino della democrazia conquistata, perché una autonomia speciale venisse riconosciuta a questa provincia ed a queste popolazioni, affidando a loro la responsabilità del proprio progresso.Questo cammino della democrazia è stato percorso grazie ad alcuni uomini di lingua tedesca e di lingua italiana. Silvius Magnago è il più rappresentativo, il più grande .

“Per noi ,  per i rappresentanti del mio partito è sempre stato un avversario , certo forte e leale, ma duro e combattivo. Affascinati dalla sua grande capacità di rappresentare il suo  popolo, (Castel  Firmiano  rimarrà per sempre il quadro di fondo della nostra autonomia ), seppe usare con la fermezza che lo distingueva , la moderazione di un saggio. Anche noi lo rispettammo con ammirazione. Ci aiutò a capire che, riconoscere l'autonomia di una grande minoranza di lingua e cultura diverse, significava arricchire ed estendere la democrazia per l'intero nostro Paese. Questo sarebbe stato il migliore biglietto da visita per la nostra adesione all'Europa .

“Pure costretti   all'opposizione , votammo quindi  lo Statuto nel 1972. Ma la grandezza di Silvius Magnago fu di saper mantenere fermezza e fermo orientamento per i trent'anni di terrorismo, che si sarebbe scatenato , non del tutto aiutato dalle forze democratiche italiane , squassate da sussulti centralisti .

“Certo ci sono stati altri uomini , altrettanto generosi , ma la popolazione italiana dell'Alto Adige deve salutare in Silvius un uomo, che salvando il suo popolo,  seppe salvare dignità e progresso per tutte le popolazioni”.